Nel quindicesimo episodio del Lucarelli Podcast, i conduttori Mirko e Gabriele intervistano la campionessa e maestra di Karate Livia Savignano.
Le Origini e la Carriera
Livia racconta di aver iniziato karate da bambina perché il padre voleva insegnarle la disciplina. Quello che era nato come un gioco si è trasformato in una carriera agonistica di successo, portandola fino alla Nazionale Italiana. Descrive l’emozione di far parte della Nazionale come un sogno che si realizza: dal guardare con ammirazione gli atleti in tuta ai raduni, al trovarsi seduta a quel tavolo insieme a loro.
Esperienze Internazionali e Vittorie
Uno dei momenti più alti della sua carriera è stata la vittoria del Campionato Mondiale in Scozia nel 2018, dove ha trionfato sia nell’individuale (categoria -55kg) che nella competizione a squadre. Ricorda con particolare intensità la sua prima gara importante in Brasile, dove il tifo avversario del palazzetto, anziché spaventarla, le ha dato la carica per vincere. Ha gareggiato in tutto il mondo, dalla Russia all’Argentina e al Brasile, dove l’atmosfera era di festa perenne.
Lo Stile di Vita e la Disciplina
Il karate è diventato per lei uno stile di vita che scandisce ogni momento della giornata, dall’alimentazione agli orari di allenamento. Ammette che questa routine le dà un ordine mentale necessario. Livia sottolinea l’importanza del rispetto verso il proprio maestro, visto come una guida fondamentale sia nello sport che nella vita, nonostante gli scontri che possono avvenire durante la pressione del pre-gara.
Il Ruolo di Maestra e l’Insegnamento
Racconta le difficoltà del percorso per diventare maestra, incluso un aneddoto su un esame sostenuto con una mano molto gonfia a causa del morso di un cane, deciso a non mollare per non cedere alla pressione. Il suo approccio è particolare perché si sente ancora molto “atleta” e compagna di squadra dei suoi allievi. Tuttavia, sa essere ferma quando serve la disciplina. L’insegnamento più grande che vuole trasmettere è quello di non fuggire mai davanti alle difficoltà e di non permettere a nessuno di decidere cosa si è in grado o meno di fare.
